psicologia delle comunicazioni sociali
ex psicologiadelleducazione

10/11/2009

postato da ACP alle 22:13 | link | commenti



22/07/2008

Per gli studenti del Molise

Ecco qua il calendario dell'appello del 24.07.08 (spostato al 25.07.08).



CALENDARIO_NEW







In bocca al lupo.

postato da ACP alle 20:15 | link | commenti



15/06/2008

intermedia nazional popolare

Mike Bongiorno: "Bravissimo, bravo bravo bravo bravo. Bravo bravissimo, bravo Cage. Beh, il signor Cage ci ha dimostrato indubbiamente che se ne intendeva di funghi... quindi non è stato solo un personaggio che è venuto su questo palcoscenico per fare delle esibizioni strambe di musica strambissima, quindi è veramente un personaggio preparato. Lo sapevo perché mi ricordo che ci aveva detto che abitava nei boschetti nelle vicinanze di New York e che tutti i giorni andava a fare passeggiate e raccogliere funghi".


John Cage: "Un ringraziamento a... funghi, e alla Rai e a tutti genti d'Italia".


Mike Bongiorno: "A tutta la gente d'Italia. Bravo signor Cage arrivederci e buon viaggio, torna in America o resta qui?".


John Cage: "Mia musica resta".


Mike Bongiorno: "Ah, lei va via e la sua musica resta qui, ma era meglio il contrario: che la sua musica andasse via e lei restasse qui".

1983 ... (A merman I should turn to be)

postato da ACP alle 00:19 | link | commenti



23/04/2008

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15/04/2008

there's an elephant in the room

ele3

19/03/2008

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08/08/2007

iperrealtà

...
postato da ACP alle 00:18 | link | commenti (3)



22/06/2007

tonia

oggi si è laureata tonia, partecipante storica di questo blog,  proprio con una tesi sul blog didattico .. carissimi auguri dalla prof.
postato da ACP alle 14:34 | link | commenti (4)



17/10/2006

appello straordinario bari

Ho fissato l'appello straordinario per il giorno 4 dicembre 2006, ore 9:00, in Via Quintino Sella. L'appello è riservato a quegli studenti che siano fuori corso o che debbano sostenere l'ultimo esame prima della seduta di laurea. 
postato da ACP alle 19:23 | link | commenti



09/10/2006

La violenza contro le donne ci riguarda: prendiamo la parola come uomini

Assistiamo a un ritorno quotidiano della violenza esercitata da uomini sulle donne. Con dati allarmanti anche nei paesi “evoluti” dell’Occidente democratico. Violenze che vanno dalle forme più barbare dell’omicidio e dello stupro, delle percosse, alla costrizione e alla negazione della libertà negli ambiti familiari, sino alle manifestazioni di disprezzo del corpo femminile.  Una recente ricerca del Consiglio d’Europa afferma che l’aggressività maschile è la prima causa  di morte violenta e di invalidità permanente per le donne fra i 16 e i 44 anni in tutto il mondo . E tale violenza si consuma soprattutto tra le pareti domestiche.

 

Siamo di fronte a una recrudescenza quantitativa di queste violenze? Oppure a un aumento delle denunce da parte delle donne?

Resta il fatto che esiste ormai un’opinione pubblica e un senso comune, che non tollera più queste manifestazioni estreme della sessualità e della prevaricazione maschile.

Chi lavora nella scuola e nei servizi sociali sul territorio denuncia poi una situazione spesso molto critica nei comportamenti degli adolescenti maschi, più inclini delle loro coetanee femmine a comportamenti violenti, individuali e di gruppo.


Forse il tramonto delle vecchie relazioni tra i sessi basate su una indiscussa supremazia maschile provoca una crisi e uno spaesamento negli uomini che richiedono una nuova capacità di riflessione, di autocoscienza, una ricerca approfondita sulle dinamiche della propria sessualità e sulla natura delle relazioni con le donne e con gli altri uomini.

 

La rivoluzione femminile che abbiamo conosciuto dalla seconda metà del secolo scorso ha cambiato radicalmente il mondo.

Sono mutate prima di tutto le nostre vite, le relazioni familiari, l’amicizia e l’amore tra uomini e donne, il rapporto con figlie e figli. Sono cambiate consuetudini e modi di sentire. Anche le norme scritte della nostra convivenza registrano, sia pure a fatica, questo cambiamento.

 

L’affermarsi della libertà femminile non è una realtà delle sole società occidentali. Il moto di emancipazione e liberazione delle donne si è esteso, con molte forme,  modalità e sensibilità diverse, in tutto il mondo.

La condizione della donna torna in modo frequente nelle polemiche sullo “scontro di civiltà” che sarebbe in atto nel mondo. Noi pensiamo che la logica della guerra e dello “scontro di civiltà” può essere vinta solo con un “cambio di civiltà” fondato in tutto il mondo su una nuova qualità del rapporto tra gli uomini e le donne.

 

Oggi attraversiamo una fase contraddittoria, in cui sembra manifestarsi una larga e violenta “reazione” contraria al mutamento prodotto dalla rivoluzione femminile. La violenza fisica contro le donne può essere interpretata in termini di continuità, osservando il permanere di un’antica attitudine maschile che forse per la prima volta viene sottoposta a una critica sociale così alta, ma anche in termini di novità, come una “risposta” nel quotidiano alle mutate relazioni tra i sessi.

 

Un altro sintomo inquietante è il proliferare di mentalità e comportamenti ispirati da fondamentalismi di varia natura religiosa, etnica e politica, che si accompagnano sistematicamente a una visione autoritaria e maschilista del ruolo della donna. Queste stesse tendenze sono però attualmente sottoposte a una critica sempre più vasta, soprattutto – ma non esclusivamente – da parte femminile


La recente cronaca italiana ci ha offerto alcuni casi drammatici, eclatanti che rivelano anche modi diversi di accanirsi sul corpo e sulla mente femminile.

Una ragazza incinta viene seppellita viva dall’amante, che non vuole affrontare il probabile scandalo. Un fratello insegue e uccide la sorella, rea di non aver obbedito al diktat matrimoniale della famiglia.  Un immigrato pakistano uccide la figlia, aiutato da altri parenti maschi, perché non segue i costumi sessuali etnici e religiosi della comunità. In alcune città si susseguono episodi di stupro da parte di giovani immigrati ma anche di maschi italiani. Sono italiani gli stupratori di una ragazza lesbica a Torre del Lago.  Italiano l’assassino che a Parma ha ucciso con otto  coltellate la ex fidanzata, che perseguitava da qualche anno.  Ultimo caso di una lunga scia di delitti commessi in questi ultimi anni in Italia da uomini contro le ex mogli o fidanzate, o contro compagne in procinto di lasciarli.


Il clamore e lo scandalo sono alti. In un contesto di insicurezza (in parte reale, in parte enfatizzata dai media e da settori della politica), di continua emergenza e paura per le azioni del terrorismo di matrice islamica e per le contraddizioni prodotte dalla nuova dimensione dei flussi di immigrazione, nel dibattito pubblico la matrice della violenza patriarcale e sessuale è stata spesso riferita a culture e religioni diverse dalla nostra.
Molte voci però hanno insistito giustamente sul fatto che anche la nostra società occidentale non è stata e non è a tutt’oggi immune da questo tipo di violenza.  E’ anzi possibile che il rilievo mediatico attribuito alla violenza sessuale che viene dallo “straniero” risponda a un meccanismo inconscio di rimozione e di falsa coscienza rispetto all’esistenza di questo stesso tipo di violenza, anche se in diversi contesti culturali, nei comportamenti di noi maschi occidentali.

Si è parlato dell’esigenza di un maggiore ruolo delle istituzioni pubbliche, sino alla costituzione come parti civili degli enti locali e dello stato nei processi per violenze contro le donne. Si è persino messo sotto accusa un ipotetico “silenzio del femminismo” di fronte alla moltiplicazione dei casi di violenza.

 

Noi pensiamo che sia giunto il momento, prima di tutto, di  una chiara presa di parola pubblica e di assunzione di responsabilità da parte maschile. In questi anni non sono mancati singoli uomini e gruppi maschili che hanno cercato di riflettere sulla crisi dell’ordine patriarcale.

Ma oggi è necessario un salto di qualità, una presa di coscienza collettiva.

 

La violenza è l’emergenza più drammatica.

Una forte presenza pubblica maschile contro la violenza degli uomini potrebbe assumere valore simbolico rilevante. Anche convocando nelle città manifestazioni, incontri, assemblee, per provocare un confronto reale.

Siamo poi convinti che un filo unico leghi fenomeni anche molto distanti tra loro ma riconducibili alla sempre più insopportabile resistenza con cui la parte maschile della società reagisce alla volontà che le donne hanno di decidere della propria vita, di significare e di agire la loro nuova libertà:

 

Il corpo femminile è negato con la violenza.

Ma viene anche disprezzato e considerato un mero oggetto di scambio (come ha dimostrato il recente scandalo sulle prestazioni sessuali chieste da uomini di potere in cambio di apparizioni in programmi tv ecc.). Viene rimosso da ambiti decisivi per il potere: nella politica, nell’accademia,  nell’informazione, nell’impresa.

Lo sguardo maschile – pensiamo anche alle organizzazioni sindacali – non vede ancora adeguatamente la grande trasformazione delle nostre società prodotta negli ultimi decenni dal massiccio ingresso delle donne nel mercato del lavoro.

Chiediamo che si apra finalmente una riflessione pubblica tra gli uomini, nelle famiglie, nelle scuole e nelle università, nei luoghi della politica e dell’informazione, nel mondo del lavoro.

Una riflessione comune capace di determinare una sempre più riconoscibile svolta nei comportamenti concreti di ciascuno di noi.  

 

Primi firmatari

Sandro Bellassai, Stefano Ciccone, Marco Deriu, Massimo Michele Greco, Alberto Leiss, Jones Mannino, Claudio Vedovati.


Per adesioni: appellouomini@libero.it  Sito web: http://www.donnealtri.it 




06/10/2006

Appello del 10 Ottobre, Bari

Si terrà dalle ore 10:30 in Via Quintino Sella.

postato da ACP alle 19:27 | link | commenti



28/07/2006

Mi scuso con la mia collega Lexa che aveva già parlato dell'iniziativa per la bellezza autentica circa 40 post fa...io ne sono venuta a conoscenza all'incirca due ore fa e mi ha colpito così positivamente che ho immediatamente pensato di farne un post...

Nemesi3000

postato da nemesi3000 alle 18:47 | link | commenti


Curve e autenticità!

A proposito dell'immagine delle donne in pubblicità. Molto interessante è il progetto Dove "per la bellezza autentica" che finalmente sembra aver dato il giusto peso alla questione dello stereotipo femminile nella pubblicità.

Il sito dell'iniziativa Dove è www.perlabellezzaautentica.it e si apre con una pagina esplicativa e quanto mai provocatoria (nei confronti di chi così pervicacemente insiste col volerci imporre un modello di donna che di fatto non esiste). Al centro della pagina iniziale il messaggio di benevenuto chiama in causa l'imposizione perpetrata dall'odierna società circa quella che dovrebbe essere l'immagine idealtipica (per chi?)della donna. Accedendo al sito si comprende la serietà dell'iniziativa palesata, in modo particolare, dall'istituzione di un fondo per l'autostima che si propone l'obiettivo, chiaramente, di studiare programmi miranti ad accrescere l'autostima delle donne vessate dai continui attacchi mediatici che propongono modelli di riferimento fittizi e quanto mai dannosi e per lo più irragiungibili. Il sito offre numerose informazioni inerenti le iniziative intraprese dal comitato nelle varie nazioni in cui ha trovato applicazione il progetto Dove per la bellezza autentica. D'altronde la sensibilità dell'azienda al problema la si intuisce già dalle stesse protagoniste dei suoi spot pubblicitari; finalmente donne autentiche, che mostrano senza vergogna e non senza un pizzico di malizia le loro morbide rotondità.

Ci auguriamo che l'iniziativa prenda piede e che soprattutto altri, come già ha fatto la Dove, mostrino una maggiore attenzione al problema di come lo stereotipo femminile rappresentato dai media possa influire negativamente sugli atteggiamenti delle giovani e spesso giovanissime donne del terzo millennio.

Nemesi3000   

postato da nemesi3000 alle 18:34 | link | commenti



27/07/2006

Fermarsi un attimo

"Dovrei parlare di meno e ascoltare di più"

"Nelle discussioni non pretendere sempre di avere l'ultima parola"

"LEGGERE POCHI GIORNALI,SEGUIRE MENO LA TELEVISIONEPER VIVERE DI PIù LE GIOIE E I DOLORI DI CHI MI è ACCANTO"

"Non aspettare che mi si chiedesse scusa per un affronto o uno sgarbo subito"

"FARE PIù ATTENZIONE ALLE PICCOLE COSE DI OGNI GIORNO,QUANDO UN GESTO,UNA PAROLA,POSSONO RECARE DISPIACERE O GIOIA AD UNA PERSONA PERCHè PUOI LEGGERLO NEI SUOI OCCHI"                              

                                                                                Antonio M.Alessi 

postato da momina86 alle 10:07 | link | commenti (4)



26/07/2006

Punteggiatura conflittuale: Libano-Israele

Come ultimo post prima dell'esame voglio fare una riflessione sul terzo assioma della scuola di Palo Alto, ossia la punteggiatura nel flusso comunicativo. Il disaccordo alla base dei conflitti di relazione lo si intravede nella crisi tra Libano e Israele dove entrambe gli Stati si accusano sulle origini delle ostilità. Il circolo, come abbiamo visto nel corso, può continuare all'infinito. La soluzione è sicuramente rappresentata dalla mediazione internazionale, che oggi ha mosso i primi passi con la conferenza di Roma. L'intervento esterno potrebbe infatti interrompere la punteggiatura conflittuale generatasi sulle causa/effetto della relazione e quindi del conflitto.

Ne approfitto per fare un in bocca al lupo a tutti per l'esame...

postato da fabripsico alle 22:14 | link | commenti (1)



25/07/2006

La teoria degli atti linguistici

Oggi ci pensavo mentre chiacchieravo con mia madre...Parlare,è dire e fare proprio come dice Austin.

Un verbo non è semplicemente una parte del discorso ma indica un'azione e con questa azione io faccio qualcosa,sarebbe impossibile poter comunicare senza "fare" senza compiere un'azione.Sembra così scontato ma invece non lo è.

Che cosa viene attivato nella nostra mnte quando comunchiamo?Che macchina fantastica e affascinante è il nostro cervello...Secondo me c'è ancora tanto da scoprire.

Ci emozioniamo e non riusciamo a parlare,siamo nervosi e balbettiamo mentre gesticoliamo senza sapere dove toccarci prima.Se pensiamo al fatto che i politici prima di intraprendre le loro relazioni con il popolo frequentano lezioni di postura ,cinesica e quant'altro forse saremmo più bravi nel convincerli che poi non sono così bravi a persuaderci perchè dopo tutto cos'è che ci convince....beh,sicuramente non le loro parole!!

Austin dice che gli atti linguistici guidano la comunicazione e sottolineano il contesto relazionale essendo frasi adoperate in un determinato contesto relazionale...sembra scontato ma se provassimo ad associare a questa teoria le idee di Goffman potremmo arrivare alla conclusione che ognuno di noi è "molti",che ognuno di noi può diventare un abile persuasore dell'altro oppure per una buona volta cercare di essere un bravo comunicatore.Dopo tutto quando comunichiamo lo facciamo intenzionalmente ,sempre anche stando zitti(ricordiamo il primo assioma di Watzlawick).

postato da momina86 alle 15:57 | link | commenti


Quanto conta la postura

In un servizio del Tg1 trasmesso ieri pomeriggio mi ha colpito l'atteggiamento del premier Romano Prodi nel corso della conferenza stampa per il vertice italiano che si terrà domani sulla crisi in Medio Oriente. Ebbene, il presidente del Consiglio è rimasto 'congelato' a braccia conserte durante il suo intervento. Si è sbloccato solo nel momento in cui ha detto "dobbiamo mantenere la sicurezza" con un gesto illustratorio. Credo che una postura del genere (e il faire 'rilassato' di Prodi), più che determinazione nelle azioni da intraprendere, mostri una certa insicurezza davanti alla massa. Anche se il contenuto del messaggio è incisivo. Non è così? 

postato da fabripsico alle 14:19 | link | commenti (2)



20/07/2006

magia perlocutoria

della potenza/potere delle parole in/senza libertà ci meravigliamo, gioiamo o anche soffriamo ogni giorno ...

con le parole si fanno 'cose', ricordate la lezione su austin & co?

"Purquà, purquà", come nasce un tormentone?

Da 'Il Messaggero' 20/07/2006 pag. 15

"C'è gente che lavora mesi interi per trovare lo slogan giusto. E invece loro, "tattà-tattà" per dirla con la pubblicità, hanno lanciato, quasi senza volerlo, il tormentone dell'estate che adesso è sulla bocca di tutti. Un giochetto da ragazzi quali sono Gabriele Corsi, Furio Corsetti e Giorgio Maria Daviddi, in arte il Trio Medussa che ogni giorno dalle 12 alle 14 vanno in onda sulle frequenze di Radio Deejay. Neanche cento anni in tre, gente abituata a navigare su internet, a smanettare con gli sms e a sorbirsi vagonate di spot". Come nasce un tormentone? Una frase, una canzone (lo è pure Seven Nation Army), un saluto? In questo caso tutto sarebbe nato dal grido del telecronista francese incredulo dopo la testata di Zidane a Materazzi: "Pourquoi Zinedine, pourquoi?", italianizzato (e non è la prima volta) Purquà, purquà...                               Secondo Renzo Arbore, maestro di 'tormentoni', la potenza delle parole in libertà probabilmente non ha limiti. Ed è proprio così...

postato da fabripsico alle 10:40 | link | commenti (1)



17/07/2006

la metafora oscura

Jack White ha dichiarato di esserne onorato. E conosciamo la storia sin dall'inizio. Eppure io proprio non riesco a spiegarmelo: perché Seven Nation Army, così ossessiva, visionaria e lievemente lisergica, è diventata l'inno nazional-popolare dei tifosi italiani festanti?

Qui ci vorrebbe un comunicatore ...


16/07/2006

Sono felice di annunciare che, dopo aver risolto alcuni problemi tenici legati alla connessione ad internet, il mio blog  (www.lexa.splinder.com) è di nuovo "attivo". Nel giro di un giorno le visite, dalle 70 iniziali ,  sono diventate 162 e in più ci sono anche dei commenti. Wow , non l'avrei mai detto considerando che  è solo da poco  tempo che ho  creato un blog. Io sono contenta, voi che ne pensate?

ALEX

postato da Lexa alle 09:38 | link | commenti (1)



10/07/2006

Sostieni un bene comune

 


"Da trentacinque anni il manifesto rappresenta un caso unico nel panorama editoriale italiano e non solo.Nessun padrone se non la cooperativa dei lavoratori che lo mettono ogni giorno in edicola, stipendi (bassi) uguali per tutti, un giornalismo politico indipendente e autogestito specchio delle trasformazioni che hanno segnato questi anni. .." [CONTINUA]

postato da ACP alle 22:56 | link | commenti (4)



04/07/2006

Cara Prof (mi sa che un famoso film si intitolava + o - così),

volevo ringraziarla perchè approfondire il tema del Cyberfemminismo è stato veramente un percorso (culturale e personale) veramente interessante...

Non sono ancora riuscita a leggere il libro della Haraway, ma le ricerche che ho fatto hanno aggiunto un ulteriore importante pezzetto a quell'immenso e complicato puzzle che è la costruzione della propria identità e, soprattutto, della propria Vita.

Grazie

See you soon

JO

postato da Nightfall76 alle 20:22 | link | commenti (1)



20/06/2006

Un nostro blog a RadioTre

Oggi alle 17.30 Libri&Dintorni (Campobasso) è stata ospite della trasmissione "Fahrenheit" in onda su Radio Tre. Si è parlato anche del blog Libri & Dintorni, 'nato' :) all'interno del nostro corso di Psicologia delle comunicazioni sociali.
Complimenti a Giovanna e Anisia (aka frontespizio)!


16/06/2006

Ciao a tutti,

finalmente ci sono anch'io....

Prof (posso chiamarLa così???) grazie della bibliografia spero di riuscire a trovare e, soprattutto, a leggere qualche brano....

sono un po' indietro con la lettura dei post precedenti per cui, al momento, non ho commenti da fare ma conto di tornare al piu' presto...

Auguro a tutti un buon week end (finalmente è venerdi!!!)

a presto

JO

postato da Nightfall76 alle 20:45 | link | commenti



12/06/2006

Biblio Donna Haraway

Per Giovanna:

  • Donna Haraway, Manifesto cyborg. Donne, tecnologie e biopolitiche del corpo, Feltrinelli, Milano, 1995
  • Donna Haraway, Testimone - modesta @ femaleman - incontra - Oncotopo. Femminismo e tecnoscienza, Feltrinelli, Milano, 2000

Inoltre, ti sarà molto utile questo sito: www.tramanti.it


postato da ACP alle 19:17 | link | commenti
cmc , cyberfemminismo


11/06/2006

Copyleft e creatività


Richard M.Stallman, fondatore del progetto Gnu e della Free Software Foundation [vedi le slide nell'aula virtuale], parteciperà al 12° Festival Internazionale di Poesia di Genova, Giovedì 15 giugno 2006, con una conferenza sul tema COPYRIGHT vs COMMUNITY.
Parteciperanno numerosi bloggers, Creative Commons e Frieda Brioschi di Wikipedia che dialogherà con Sanguineti.


postato da ACP alle 20:23 | link | commenti
copyleft, creatività


05/06/2006

Da Il Messaggero 3/6/06

Prodi: "La nostra decisione è presa, ed è quella del ritiro. Ora bisogna concordare sulle tappe".

Nostra di chi? Del Governo, o degli italiani? Come influenza il 'noi' di Prodi l'opinione pubblica? Credo che l'affermazione voglia ricordare l'impegno preso dal centrosinistra con gli elettori durante la campagna elettorale. 

postato da fabripsico alle 14:42 | link | commenti (2)



02/06/2006

Ciao a tutti...finalmente anche io nel blog!

Ho letto i vostri messaggi sulla figura femminile nelle pubblicità e vorrei fare delle riflessioni:

Credo che oggi  in tv, nel cinema, nelle pubblicità in generale, la figura femminile viene sempre più strumentalizzata dimenticando che la donna non ha solo un bel corpo ma anche una dignità. La figura femminile è presentata sempre nella sua fisicità; sono poche le rappresentazioni della donna "normale". Qualsiasi ruolo essa ricopre (mamma, commessa, manager, impiegata, colf ecc..) la cosa che viene evidenziata di più è la bellezza...

ritengo  inoltre che alcuni programmi televisivi e alcune pubblicità sono stupidi e offensivi nei confronti delle donne perchè la donna attraverso questi diviene o oggetto di desiderio o oca ..

Io penso sia giusto che in alcune pubblicità  sia la donna a ricoprire determinati ruoli che se interpretati dall'uomo non avrebbero lo stesso effetto, tuttavia non si deve esagerare nell'ostentare solo le  qualità fisiche.

Chiudo con una provocazione:...... e se la pubblicità con la strumentalizzazione della donna avesse invece determinato una vera e propria rivalutazione dei ruoli e della figura femminile moderna?

ciao Maria luisa

postato da malui alle 18:52 | link | commenti







FRIEDA BRIOSCHI, Wikipedia
PAOLA SPADARO, Università di Bari
MARCO ZOCCA, Netherlands National Institute for Curriculum Development

ANNARITA CELESTE PUGLIESE (aka ACP)
e-mail: a.pugliese at psico.uniba.it



E' attiva l'aula virtuale

i modelli 100 saranno trascritti esclusivamente in sede d'esame

*A. MUCCHI FAINA (2002). Psicologia Collettiva. Storia e problemi. Roma: Carocci (pp. 103-195).

*C. SERINO (2001). Percorsi del sé. Nuovi scenari per la psicologia sociale dell'identità. Roma: Carocci (pp. 69 - 91).


* F. CARUGATI e P. SELLERI (2005), Psicologia dell'educazione. Bologna: Il Mulino.

Letture:
*V. HEVERN e A.C. PUGLIESE (2005). "Identità virtuali che si intrecciano con la storia: i weblog e le pratiche discorsive del sé", in M. B. Ligorio e H. Hermans (a cura di). Identità dialogiche nell’era digitale. Trento: Erickson.

*B. LIGORIO e A.C. PUGLIESE (2005). "Posizionamento durante un problem solving virtuale", in M. B. Ligorio e H. Hermans (a cura di). Identità dialogiche nell’era digitale. Trento: Erickson.

*C. PONTECORVO (a cura di) (1999). Manuale di Psicologia dell’Educazione. Bologna: Il Mulino.
Cap. I – "La psicologia dell’educazione oggi. Una nuova concezione dell’apprendimento e dell’insegnamento". Pagine: 9-39 Cap. XIV – "Gli insegnanti e le tecnologie multimediali". Pagine: 339-359

*M. B. LIGORIO (2003). Come si insegna. Come si apprende. Roma: Carocci

Testo facoltativo: *M. SANTI (1995). Ragionare con il discorso. Il pensiero argomentativo nelle discussioni in classe. Firenze: La Nuova Italia.





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